LO STRETTO

stretto

かいきょ
kaikyou
stretto

 

「マルマライ計画」とは、アジアとヨーロッパを結ぶボスポラス海峡を海底トンネルで横断し地下鉄を走らせる、というもの

`Marumaraikeikaku’ to wa, Ajia to yōroppa wo musubu bosuporasu kaikyō wo kaitei ton’neru de ōdan shi chikatetsu wo hashiraseru, to iu mono

Il “Progetto Marmara” fa viaggiare la metropolitana attraversando con un tunnel sottomarino  lo stretto del Bosforo che unisce l’Asia all’Europa.

マルマライ計画 = marumarai keikaku  = Il Progetto Marmara

ボスポラス海峡 =  Bosuporasu kaikyou = Lo Stretto del Bosforo

 

SETTE ANNI DI GALERA!

 

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Sette anni di galera

BER

未成年の女性を買春した罪などに問われていたイタリアのベルルスコーニ元首相に対し、ミラノの地方裁判所は24日、禁錮7年などの判決を言い渡しました。(25/06/2013 TBS News)

Miseinen no josei wo baishun shita tsumi nado ni towa rete ita Itaria no berurusukōni moto shushō ni taishi, Mirano no chihōsaibansho wa 24-nichi, kinko 7-nen nado no hanketsu wo iiwatashimashita.

未成年 = miseinen = minorenne

買春  = baishun = prostituzione

に問われていた = (ni) towareru =  essere accusato (di)

元首相 = moto shushō = l’ex Presidente del Consiglio

地方裁判所 = chihōsaibansho = Tribunale ordinario (competente territorialmente)

禁錮 (anche 禁固) = kinko = detenzione, reclusione

判決 = hanketsu = sentenza

言い渡しました = iiwatasu = emettere, condannare

STREGA

STREGA

まじょ
majo
strega

thatcher

サッチャー氏に批判的な声は、イギリス国内にも・・・
「魔女が死んだ! 魔女が死んだ!」(イギリス国民戦線)

Satchā-shi ni hihantekina koe wa, Igirisu kokunai ni mo
`Majo ga shinda! Majo ga shinda!’  (Igirisu kokumin sensen)

Voci critiche contro la Thatcher anche nel Regno Unito…
“La strega è morta! La strega è morta!” (Fronte Nazionale Britannico)

 

魔         ま    ma    malvagio

女         じょ  jo      donna

COREA DEL NORD

Immagine

kitac

きたちょうせん

Kita chousen

Corea del Nord

北      きた           kita           Nord

朝鮮 ちょうせん  chousen  Corea

 

北朝鮮は4日未明、「核攻撃を含む作戦が承認された状態にあることをアメリカ政府に通告する」と表明し、アメリカを強く威嚇しました。

Kitachōsen wa  4 nichi mimei, “kaku kōgeki wo fukumu sakusen ga shōnin sareta jōtai ni aru koto wo Amerika seifu ni tsūkoku suru” to hyōmei shi, Amerika wo tsuyoku ikaku shimashita.

La Corea del Nord, la mattina del 4 ha minacciato seriamente gli Stati Uniti  dichiarando: “avvertiamo il governo degli Stati Uniti che abbiamo deliberato  lo stato di allerta comprendente anche l’uso di un attacco nucleare” .

ANNUNCIARE

ANNUNCIARE

annunciazione

Composto dal radicale  口 +4 tratti per un totale di 7 tratti.

告-bw

I 4 tratti sopra a “bocca” originariamente sono il carattere di bue 牛.

 

Lettura On:         koku, kou

告白  こくはく kokuhaku     confessione

Lettura Kun:     tsugeru        Annunciare, far sapere a tutti

告げの祈り           otsuge no inori         Preghiera dell’Angelus

 

 

新しいローマ法王フランシスコ1世は17日、バチカンのサンピエトロ広場で「告げの祈り」と呼ばれる行事を初めて行い、およそ15万人の信者らの前に姿をあらわしました。

Atarashī rōma hōō furanshisuko 1-sei wa 17-nichi, Bachikan no sanpietoro hiroba de `otsuge no inori’ to yoba reru gyōji o hajimete okonai, oyoso 15 man-nin no shinja-ra no mae ni sugata o arawashimashita.

Il nuovo Papa Francesco I, il giorno 17 all’Angelus per la prima volta in Piazza San Pietro  in Vaticano, è apparso davanti ad 1 milione e mezzo di fedeli.  (17 marzo 2013)

N.B. La preghiera dell’Angelus, ogni domenica a mezzogiorno in Vaticano,  si riferisce all’Angelo dell’Annunciazione. In giapponese è tradotto quindi come “preghiera dell’annunciazione”.

CARDINALE

Cardianle_Pietro_Bembo

cardinale

suukikyou

Cardinale

 

新ローマ法王にアルゼンチン出身の枢機卿

Il nuovo Papa è un cardinale argentino

 

枢機卿 (すうききょう)  Cardinale

    すう   cardine (di una porta)

    き     meccanismo

枢機  すうき  importanti affari di stato

     きょう  Signore di alto rango

枢機卿

termine usato per indicare un Cardinale della Chiesa Cattolica

CINQUE

go

Cinque

Composto dal radicale  二 + 2 tratti per un totale di 4 tratti.

五-bw

Per indicare il numero 5 abbiamo questo carattere che originalmente non aveva questo significato.

Lettura On:         go

五時  ごじ  goji         ore 5

五月  ごがつ gogatsu   maggio

 

Lettura Kun:     itsu ,  itsutsu

五つ  いつつ         itsutsu           cinque

五つ星 いつつぼし itsutsuboshi   cinque  stelle

BOCCA

Bocca

bocca
Questo kanji è un radicale. E’ composto da 3 tratti.

bocca2

Si legge kuchi e questa parola significa bocca in giapponese. La bocca con cui parliamo e mangiamo. Un altro significato è “inizio”, come la bocca dello stomaco in italiano ci fa associare il termine con il significato di luogo iniziale così anche in giapponese kuchi significa luogo in cui si può passare o in cui inizia qualcosa. L’uscita di un locale spesso viene segnalata dal cartello con su scritto DEGUCHI (De+kuchi=Deguchi), ma anche l’entrata viene segnalata con questo kanji: IRIGUCHI (iri+kuchi=Iriguchi)
Possiamo notare che il kanji descrive il significato rappresentandolo come in un disegno. Alcuni kanji infatti nascono proprio come diretta rappresentazione dell’oggetto che indicano. Altri come il kanji di UNO, sono rappresentazioni grafiche convenzionali. ICHI infatti non raffigura il numero uno, che è un’astrazione,  ma solo lo rappresenta graficamente con un tratto orizzontale.
Troviamo spesso il kanji di BOCCA nei composti, in quanto come radicale è molto usato:
右 石 名 園 遠 何 歌 回 活 岩 記 ecc.

Le letture che dobbiamo conoscere sono:

kuchi (lettura Kun)
出口  でぐち       deguchi      uscita
入り口 いりぐち   iriguchi    ingresso(入口)
一口  ひとくち hitokuchi un pezzetto
———————————————————
Ku, Kou (lettura On)
人口 じんこう     jinkou     popolazione
口調 くちょう  kuchou       tono (di voce)

UNO

Uno

uno

uno

Il primo kanji che viene insegnato nelle scuole giapponesi ai bambini di prima elementare, il primo che troviamo in tutti i dizionari di kanji. E’ molto semplice sia da scrivere che da comprendere. La forma è simile al nostro numero  1 coricato orizzontalmente. Significa proprio “UNO”.
Per scriverlo a mano iniziamo da sinistra andando leggermente salendo verso destra.  Alla fine del tratto fermiamo la penna prima di staccarla dal foglio in modo da non creare sfumature non necessarie.
I kanji si scrivono tracciando delle linee che si chiamano tratti e questo  kanji è composto di un solo tratto.
Questo semplice kanji ha la caratteristica di essere anche un radicale. I radicali sono composti di uno o più tratti ed hanno la funzione di aiutarci a sezionare, catalogare e poter più facilmente riconoscere i kanji che sono composti da un radicale ed altri tratti.
Un esempio semplice :
七 questo carattere è composto da un radicale ( il nostro UNO一 ) che vediamo leggermente rivolto verso l’alto da sinistra a destra e da un tratto che riconosciamo in quello che dall’alto scende intersecando il radicale per poi curvare verso destra e finire con una piccola sfumatura verso l’alto. Significa “sette” e lo riconosciamo come kanji di due tratti, oltre che catalogarlo come uno di quei kanji il cui radicale è UNO.
Nei dizionari di kanji una delle chiavi di ricerca è il radicale, un altro i numero dei tratti. Questo kanji che significa “SETTE” lo troveremo facilmente cercandolo fra i kanji con radicale UNO oppure fra kanji di due tratti. Il nostro SETTE si legge SHICHI o NANA.
Ogni kanji può avere numerose letture e questo è l’aspetto che più complica lo studio dei kanji giapponesi. Non si è sempre sicuri di saper leggere un kanji quando lo troviamo in contesti nuovi, in combinazioni che non conosciamo, specialmente se si tratta di nome proprio di persona. E’ la difficoltà che ci accompagna in questo studio, un po’ simile alla pronuncia di una parola inglese di cui non si può avere certezza se la incontriamo per la prima volta o all’accento di una parola italiana che ci giunge nuova. Sono difficoltà che accompagnano rispettivamente persino i madrelingua giapponesi, inglesi e italiani. Questo ci costringe a considerare sempre perfettibile la nostra conoscenza a qualunque grado di conoscenza ed esperienza si possa arrivare.
Torniamo al nostro primo kanji, sappiamo come scriverlo, che è di un solo tratto, che è un radicale e pertanto possiamo immaginare ci saranno vari altri kanji composti da questo. Sappiamo il significato principale, UNO ma forse ne ha altri così come chissà in quanti modi si potrà leggere. Per ora leggiamolo ICHI.
ICHI significa UNO, il primo numero ordinale. Guardiamo questa parola che si legge ICHIGATSU

一月  significa GENNAIO

e osserviamo che si tratta di una parola composta da due kanji. Il primo è quello che già conosciamo, ICHI e il secondo rappresenta la luna, che qui significa MESE. La parola è pertanto composta da UNO e MESE e possiamo facilmente dedurre che GENNAIO sia il giusto significato trattandosi del mese numero uno, del primo mese.
Abbiamo così constatato che il nostro primo kanji si può unire ad altri per creare vocaboli, con significati diversi.
Ecco altri due esempi: 一円、一個

Il primo 一円 si legge ICHIEN, cioè ICHI + EN. EN è la moneta giapponese e facilmente comprendiamo che si tratta di UNO YEN.
Vediamo il secondo vocabolo 一個 significa UN PEZZO ma si legge IKKO. I kanji si possono leggere in modi diversi, eccone una dimostrazione. Questo è il caso di ICHI che in questa combinazione si legge i +raddoppio della consonante seguente. Poiché il secondo kanji si legge KO avremo come risultato IKKO ( i+k+ko ).
Non si può essere confusi per così poco. Per contare UNO riferendoci ad un oggetto diremo HITOTSU e non ICHI. HITOTSU è scritto 一つ che possiamo osservare è composto dal kanji ICHI + lo hiragana tsu. Il kanji questa volta lo abbiamo letto HITO.
Ecco un aspetto della lettura dei kanji molto importante: ogni kanji ha una o più letture che si possono dividere in due categorie. Lettura ON e lettura KUN.
La lettura ON del nostro primo kanji è ICHI oppure, come abbiamo visto prima, I+TSU (TSU è la parte che raddoppia la consonante che seguirà).
La lettura KUN è HITO+tsu dove tsu è un’estensione in hiragana che contribuisce a formare una parola di senso compiuto. HITOTSU = UNO
La lettura ON da sola raramente ha significato compiuto, come accade per ICHI, e viene utilizzata per la lettura dei composti.
Per semplificare consideriamo la lettura ON quella “giapponese” e la lettura KUN rifacentesi alla lettura “cinese”.

Ultima considerazione importante: ogni kanji ha più significati e accezioni espressi nei composti e nel contesto in cui li troviamo.
Il kanji一significa solamente UNO?
Non bisogna meravigliarsi se troviamo tante sfumature intorno questo significato principale.
Il significato di uno ci porta facilmente a quello di PRIMO come abbiamo visto in ICHIGATSU che come primo mese dell’anno lo traduciamo con “gennaio”. In vari contesti traduciamo con “primo” ma il kanji in realtà è sempre lo stesso, è sempre indicante l’idea di unità. UNO che in una sequenza di più elementi (uno,due tre…) non può che essere PRIMO:

一番 ICHIBAN  primo, il primo

Nei seguenti vocaboli incontriamo il significato di “tutto”. Ci può sembrare improbabile accostare UNO a TUTTO, così diversi fra loro. Pensiamo a fare di tutta l’erba UN fascio e cominceremo a intravedere un nesso fra questi due significati. Unendo tutto in un solo blocco, unendo elementi uguali fra loro otteniamo una unità che può essere un sacco, un territorio, un gruppo ecc.

一括 IKKATSU  In blocco, nell’insieme, tutto insieme

Il concetto di unità, di riunire tanti elementi in un gruppo omogeneo  ci porta a ridurre tutto ad un solo standard, ad uniformare ad omologare….

統一 TOUITSU unificazione

Abbiamo definito il significato di questo kanji nel concetto di unità. La lettura nei composti è solitamente ICHI o I(tsu) e la sua lettura giapponese kun si legge HITO, HITO(tsu). Queste sono le letture che vengono insegnate nella scuola dell’obbligo. Il ministero dell’Istruzione giapponese oltre a delimitare i kanji da studiare e utilizzare nella stampa, da anche indicazione delle letture da adottare. Ne consegue che oltre a tantissimi altri kanji che normalmente non appaiono nei testi scritti ci sono anche altre letture che potremmo
ritrovare in nomi antichi o persistere in toponimi che non possono venire cancellati facilmente con un decreto legge.
Ecco un elenco di “altre” letture del kanji UNO
はじめ、てん、かづ、かつ、いる、まこと、かず、おさむ、か、かた、くに、さね、すすむ、たか、ただ、ち、のぶ、はじむ、ひ、ひじ、ひで、ひと、ひとし、まさし、もと、
もろ

Non ci cureremo di esse, naturalmente. Giusto per sapere che c’è altro “oltre” la standardizzazione della odierna lingua giapponese. Un po’ anche per capire come fosse ben più arduo lo studio della lingua in tempi non tanto lontani. Il primo editto “contro” i kanji risale a dopo la seconda guerra mondiale! Siamo proprio fortunati perché ora bastano circa 2000 kanji per leggere un giornale o un libro giapponese contro le varie migliaia che altrimenti avrebbero fatto impazzire chiunque. Fortunati moolto relativamente: 2000 kanji non sono pochi e imparare a riconoscerli non è certo un lavoro semplice.